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venerdì 8 maggio 2020

STEP #14 NELL'OTTOCENTO



Il diciottesimo secolo ha rivoluzionato completamente il processo produttivo e qualitativo del mondo tessile, vediamo ora il perfezionamento della macchina produttiva avvenuto nel secolo successivo: l'ottocento con l'introduzione del Telaio di Jacquard.

Il telaio di Jacquard
Questa macchina è interessante sotto molto punti di vista. In primis partiamo dalla sua caratteristica chiave e ciò che la rende cosi importante: si trattava di un telaio tradizionale a cui è stato aggiunto un macchinario in grado di spostarsi lungo l'ordito e di intrecciare il filato dinamicamente. Ciò permetteva di creare composizioni e trame complesse fino ad ora impossibili per un telaio automatico. Si tratta di una delle macchine più simili nel funzionamento a quelle moderne.
E per quanto riguarda la parentela, questo telaio presenta anche un forte legame con i primi elaboratori: come questi infatti, veniva azionato da schede perforate sulle quali erano riportate le "istruzioni" per una determinata trama, esattamente come i primi calcolatori.
Un altro aspetto fu una conseguenza dell'enorme versatilità di questa macchina: il timore di molti del settore, il quale portò anche a rivolte (vedi la rivolta dei Canut), era che questo macchinario potesse ricoprire completamente tutto il sistema di lavoratori tessili sino ad ora impiegati lasciando senza  lavoro un'ingente fetta della forza lavoro del settore; tuttavia, com'è sempre accaduto in queste situazioni, il progresso era ormai inevitabile e la diffusione di questo tipo di telaio fu mondiale. Questo concetto si collega ad un discorso molto più ampio sul mondo lavorativo e su quanto possa essere dinamico, e quindi quanto l'uomo abbiamo bisogno di inventarsi sempre nuovi lavori grazie e per colpa del progresso.





STEP #13 NEL SETTECENTO



Il settecento, con la rivoluzione industriale, ha visto stravolgere le sorti della tecnologia di tutti gli ambiti produttivi, e la tessitura non fa eccezione; anzi essa fu uno dei maggiori settori a beneficiarne e uscirne profondamente mutato; quando parliamo di rivoluzione infatti intendiamo un meccanismo che, modificando alcuni fattori, rende impossibile ritornare allo stato precedente, una reazione irreversibile se vogliamo; e ciò si concretizza nel mondo tessile nella meccanizzazione dei telai, cosa che comportò ad un'industrializzazione della produzione e una maggiore accessibilità dei tessuti per il popolo e, a questo punto, ritornare al metodo artigianale, non era più un'opzione. Ma non solo, indirettamente ciò permise alla società di ridefinire il ruolo della donna nelle fabbriche. Studiamo allora i principali fenomeni di questo secolo d'innovazioni che al meglio caratterizzano il nostro percorso.


UN'ANTICIPAZIONE PRE-RIVOLUZIONE: LA SPOLETTA VOLANTE
Trattasi di un'invenzione formalmente precedente alla data formale della rivoluzione (1731), ma già molto attinente al processo che sta per avviarsi. Inventata da John Kay consisteva in un pezzo di legno affusolato, chiamato navetta, che conteneva una spoletta in cui era avvolto il tessuto. La navetta
Una spola tradizionale
veniva lanciata percorrendo continuamente l'ordito; inizialmente attuato da leve o pedali, in seguito diventerà completamente automatizzato.

Ai giorni nostri si tratta di un meccanismo ancora utilizzato nei telai invariato nel principio ma con materiali differenti: un piccolo manufatto metallico attivato da aria compressa o leve apposite.

Tuttavia almeno inizialmente fu abbastanza bistrattato dai tessili dell'epoca perchéportava vantaggio solo nel processo di tessitura
e non di filatura.
Una spola moderna







Ecco due brevi video da You Tube che mostrano il metodo della spola volante azionata dal tecnico:https://www.youtube.com/watch?v=khiEAEqdkZY

https://www.youtube.com/watch?v=RXyWAOwuN6A

LA RIVOLUZIONE DEL FILATO: LA "SPINNING JENNY"
Anche conosciuta in italiano come "Giannetta"(il nome fu dato alla macchina dagli inglesi Highs e  Hargreaves in onore della figlia tessitrice di Highs: Jenny) rappresenta l'ultima premessa per meccanizzare completamente il processo produttivo: essa infatti premetteva a un solo operatore di lavorare su 8 rocchetti, sino ad arrivare, nelle forme più avanzate, sino a 120.
La Giannetta


Qui sulla sinistra un modello tedesco nel museo di Wuppertal.













GLI EFFETTI DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: IL FILATOIO IDRAULICO DI ARKWRIGHT


Filatoio di Arkwright
(diritti di Chris55 di Wikipedia)


Sir Richard Arkwright era solo un semianalfabeta ma la sua geniale conoscenza della meccanica gli permisero di creare a brevettare il primo filatoio automatico nel 1769. Il funzionamento di base consisteva di un telaio di legno alla sommità del quale erano disposte in senso orizzontale quattro bobine portanti il nastro. La caratteristica più interessante di questa macchina è pero la capacità di essere alimentata da forze idrauliche permettendo inoltre di superare i limiti della "spinning Jenny" creando tessuti molto più robusti; questa macchina fu un catalizzatore della rivoluzione industriale, l'azienda stessa per cui lavorava Arkwright crebbe fino a 600 dipendenti e complessivamente la sua geniale idea gli fruttò un patrimonio di circa 2 milioni di sterline dell'epoca; queste informazioni sono molto utili a rendersi conto della portata dell'evento appena innescato.










sabato 25 aprile 2020

STEP #10 NEL CINEMA



Parliamo in questo post di cinema, così abbiamo selezionato il film "Wanted", la storia fantascientifica di Weasley Gibson (James McAvoy), un mediocre impiegato d'ufficio, maltrattato al lavoro e dagli affetti, con pesanti crisi d'ansia; fino a quando un giorno una sconosciuta Fox (Angelina Jolie) lo avvicina affermando che il padre che non aveva mai conosciuto era stato ucciso e inoltre si trattava del più grande sicario di tutti i tempi e che la vita di Weasley è in pericolo perché l'assassino di suo padre stava per fare lo stesso con lui. In seguito Weasley deciderà di unirsi alla "confraternita", ovvero il club di sicari a cui apparteneva il padre per vendicare  la sua morte ; mentre si allena scopre che le sue crisi d'ansia in realtà sono una capacità congenita "di famiglia" che gli permette di concentrarsi ed esplodere colpi con un incredibile precisione (tale da sparare alle ali delle mosche senza colpire altro).

La parte che interessa il nostro blog è la "confraternita" poiché questa non uccide per denaro ma secondo un fine benevolo, infatti la confraternita è in possesso di un telaio, il quale tesse animato dal volere del fato e, attraverso la decifrazione delle imperfezioni della tela tessuta, il leader della confraternita Sloan (Morgan Freeman) ricava i nomi delle persone che devono essere giustiziate.

"Uccidine uno e forse ne salverai mille"
 il motto della confraternita.


Riportiamo l'estratto in cui Sloan presenta il telaio a Weasley (tutti i diritti vanno a Universal Pictures)



LA PUBBLICITA' DELLE MACCHINE DA CUCIRE

L'obiettivo di questo post è completare il discorso pubblicitario cominciato nello step #05  presentandovi qualche elemento pubblicitari...